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Test Sepang: Rossi-Lorenzo, è subito duello

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1 Test Sepang: Rossi-Lorenzo, è subito duello il Lun Feb 04, 2013 7:19 pm

Penna

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Il duello fra la coppia della Yamaha è iniziato subito. Non appena Bradl ha iniziato a tirare Valentino Rossi ha piazzato la sua zampata portandosi in testa nella lista dei tempi e immediatamente dopo Lorenzo gli si è avvicinato. Ma la vera sorpresa è Marc Marquez, anche lui sotto il 2.02"

I tempi alle 12. 30 ( ora Locale )

Rossi (Yamaha) 2.01.584 30 di 31
Lorenzo (Yamaha) 2.01.975 22 di 22
Marquez (Honda) 2.02.965 24 di 25
Bradl (Honda) 2.02.075 19 di 23
Pedrosa (Honda) 2.02.187 21 di 22
Bautista (Honda) 2.02.243 15 di 22
Crutchlow (Yamaha) 2.02.283 23 di 24
Nakasuka (Yamaha) 2.03.288 11 di 25
Hayden (Ducati) 2.03.336 22 di 23
Yoshikawa (Yamaha) 2.03.456 14 di 24
Akyhoshi (Honda) 22.03.665 13 di 29
Smith (Yamaha) 2.03.736 31 di 32
Dovizioso (Ducati) 2.03.937 19 di 26
Espargaro (Art Aprilia) 2.04.158 28 di 30
De Puniet (Art Aprilia) 2.04.825 25 di 25
Spies (Ducati) 2.05.086 19 di 21
Iannone (Ducati) 2.05.094 18 di 24


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2 MotoGP: Marquez scavalca Rossi il Mar Feb 05, 2013 1:12 am

Penna

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Il tempo di 2'01.584 di Valentino Rossi ha resistito qualche ora, ma ad abbassarlo non sono stati né il compagno di squadra Jorge Lorenzo, staccato di poco più di un decimo dal rivale, né il protagonista del finale di campionato Dani Pedrosa, portatosi a distanza di sorpasso prima della pausa pranzo a Sepang.

Marc Marquez, sempre a pochi decimi dalla vetta nel mattino, ha mangiato leggero ed è sceso in pista nel primo pomeriggio facendo registrare il giro più veloce con un tempo di 2'01.357. Certo, lo spagnolo poteva contare sui tre giorni spesi proprio sul circuito malese lo scorso novembre per prendere confidenza con la RC213V (in compagnia di Alvaro Bautista), ma il suo debutto con la nuova moto in compagnia dei rivali ne conferma, per ora, una velocità di adattamento alla MotoGP degna dei migliori.

Dalla quinta posizione in poi, Bradl, Bautista e Crutchlow sono gli unici piloti in rapida successione sotto il secondo di distacco. Quasi due secondi separano invece Nicky Hayden, primo su Ducati in decima posizione, dal tempo dell'enfant prodige spagnolo. Andrea Dovizioso (13º) precede di un soffio le ART di Espargaró e De Puniet, mentre Spies e Iannone sono momentaneamente in 16ª e 17ª posizione, a 3''7. L'americano ha anche dovuto smettere di girare per i dolori alla spalla operata lo scorso novembre, nella speranza di poter riprendere nel prosieguo della giornata.

I tempi alle 14:

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3 Honda PR è in pista: ma è una bufala il Mar Feb 05, 2013 10:33 pm

Penna

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In assenza di novità in pista si è sparsa la voce nel paddock che la Honda, con uno dei suoi test rider, stesse in realtà provando il 'prototipo di serie' che sarà messo in vendita al prezzo calmierato di un milione di ero alla fine dell'anno.

Il tester prescelto per il debutto, secondo i soliti bene informati, sarebbe stato Takumi Takahashi. Volto da bambino - in realtà 24enne - il giapponese corre per il team HARC-PRO Honda nell’All Japan Superbike. Nel 2010 Takahashi ha vinto nella 8 ore di Suzuka in coppia con Ryuichi Kiyonari. Un pilota veloce, insomma, cosa che ha alimentato le voci visto che a Sepang si è piantato attorno al 2.04 alto girando ben più piano del collega Akyoshi.

A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato però Shuhei Nakamoto che ha negato decisamente il pettegolezzo.

"Takahashi è un pilota veloce con le Superbike, per questo gli stiamo facendo fare esperienza con la MotoGP. Non sta provando nulla di particolare, sta solo facendo esperienza con questa moto".

E la futura Production Racer?

"Purtroppo siamo in ritardo - ha ammesso il vicepresidente esecutivo dell'HRC - La moto è finita e sarà assemblata nei prossimi giorni. A cosa è dovuto il ritardo? Semplicemente al fatto che non sarà una RCV213V priva del cambio seamless e della distribuzione pneumatica. E' necessario che vada forte, ma senza spendere troppo. Ovviamente il costo di un milione è riferito all'acquisto. Arriverà con un kit, ma non basterà certo per l'intera stagione".

A seguire Takahashi, nei box, c'è l'esperto Piero Gagni, uno dei meccanici storici del motomondiale, fino all'anno passato nel team ex Ducati che seguiva Stoner, le cui radici affondano addirittura nel team Agostini al fianco di Fiorenzo Fanali (oggi Rizoma) con Eddie Lawson.

Per quanto invece riguarda i tempi, qualche goccia di pioggia ha rallentato il prosieguo dei test. La pausa forzata si presta però ad analizzare lo status quo con maggiore calma.

Se la battaglia al vertice tra Pedrosa e Lorenzo non sorprende, è interessante notare come Lorenzo abbia fatto registrare il proprio giro veloce al termine della prima uscita in pista (6º giro in assoluto), senza poi riuscire ad avvicinarsi (tre decimi più lento nel secondo miglior passaggio). Discorso opposto per Pedrosa, che ha impiegato ventinove tornate per riportarsi in testa. Entrambi però hanno abbattuto il muro dei 2'01 solo una manciata di volte, segno stanno ancora giocando a carte coperte (dopotutto, si tratta solo di test).

Lo stesso probabilmente non si può dire per Marc Marquez e Valentino Rossi. I due erano attesi al varco dopo una prima giornata promettente (soprattutto per il giovane spagnolo). Con il progressivo miglioramento della pista e affinamento degli assetti, la domanda principale è: riusciranno a replicare i progressi costanti di Pedrosa e Lorenzo? La risposta per ora sembra positiva. Marquez è leggermente più staccato rispetto a ieri (quando era a soli 44 millesimi) mentre Rossi rimane a quattro decimi. Al momento sembra che i due di testa abbiano ancora qualcosa in più, ma con questi distacchi è lecito ipotizzare bagarre in assetto da GP.

Lo stesso non si può dire per il resto della concorrenza, soprattutto Ducati. La tabella di Hayden lascia intendere che il giro più veloce (2'02.110) sia stato fatto con una gomma nuova e/o con un passaggio "a vita persa". In realtà Nicky era sceso solo tre volte (su 37 giri) sotto ai 2'03, e sempre sul 2'02 alto. Rispetto al compagno, Dovizioso (best lap 2'02.379) ha mostrato più costanza sul passo girando sei volte sotto ai 2'03, ma i primi indizi propendono verso un altro anno di sofferenze per i tifosi della Rossa. Basti pensare che 'Dovi' lo scorso anno ai primi test in Malesia, quando era ancora convalescente da un infortunio alla spalla, girò in 2'02.7 il primo giorno in sella ad una Yamaha.

I tempi alle 16 ( 06/02/13 ):

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4 Dovi: non sono qui per battere Rossi il Mer Feb 06, 2013 3:12 am

Penna

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Sono lì con il 9° ed il 10° tempo Nicky Hayden ed Andrea Dovizioso, due decimi fra di loro, poco più di un secondo e mezzo ed un secondo ed otto dai veri avversari. Davanti non solo Pedrosa, Lorenzo, Marquez e, vabbè, Rossi, ma anche i piloti dei team satellite Crutchlow, Bradl, Bautista e persino Bradley Smith, l'ultimo arrivato fra i piloti della MotoGP.

Tanto per dare un'idea il ragazzino di Oxford, simpatico quanto vi pare ma considerato un miracolato visto che in Moto2 non ha fatto sfracelli, ha dato due decimi ad Hayden e quasi cinque a Dovi.

Quanto basta per domandare all'italiano se non sia pentito di aver detto, al Wrooom di Madonna di Campiglio, che non sentiva il peso dei risultati conseguiti da Valentino Rossi perché in fondo non ne aveva fatti.

"Io come ho già detto sono qui non per far meglio di Valentino ma per far tornare la Ducati a giocarsi dei podi. Il contratto è di due anni per questo motivo. Non sarei soddisfatto se facessi solo meglio di Vale, l'obiettivo è tutt'altro".

Recuperare un po' del gap che divide la Ducati da Honda e Yamaha, per esempio.

"Certo, ma per ora non lo stiamo facendo. Per riuscirci dobbiamo prima trovare la direzione giusta…qui si lavora per delle rifiniture. Non stiamo risolvendo alcun problema perché non c'è materiale nuovo da provare".

L'obiettivo dunque è spostato: a quando?

"L'inizio del mondiale è molto vicino. Non credo che avremo lo stesso materiale, ma non so quando arriveranno nuove parti e soprattutto cosa arriverà".

Con ciò che c'è, però, dove si può arrivare?

"E' presto per dirlo. Se nell'ultimo giorno ci saranno buone condizioni potremo migliorare, ma lo faranno anche gli altri. A quel punto vedremo la differenza fra noi e gli altri. Sicuramente Malesia 2 ci farà capire molto di più. Non dimentichiamoci, comunque, che questo è il mio primo test. Ho tanti punti interrogativi che capirò man mano che girerò".

Ma la prima impressione 'non negativa' dell'esordio di Valencia è confermata?

"Credo che nessun pilota possa mai capire quale moto troverà, sia in positivo che in negativo. Parlo per esperienza personale perché ho guidato, Honda, Yamaha ed ora Ducati. E mi sono sempre trovato in questa situazione: non si capisce nemmeno la metà. Non me la aspettavo così, ma non mi aspettavo così nemmeno la Yamaha".

Sarebbe importante, a questo punto, andare a provare anche ad Austin, in Texas.

"Con la MotoGP è sempre importante provare, ma bisognerà vedere come siamo messi con il tempo e con il materiale".

Nel secondo giorno di test Andrea ha provato un telaio leggermente modificato.

"Sì, quello utilizzato da Hayden: diciamo che migliora la seconda parte della frenata, ma è poca cosa. Devo provare anche una nuova forcella Ohlins, ma ci si è messa la pioggia. C'è da lavorare non in un singolo punto, ma dappertutto, vedrete che al secondo test di Sepang andremo meglio. Anche gli altri miglioreranno, ma vedendo i tempi ed il fatto che sono tutti lì, vicini, credo abbiano meno margine".

In linea con Dovizioso, e a maggior ragione, Hayden analizza la situazione con tranquillità. Perlomeno apparente, visto che è al quinto anno di contratto con la Ducati.


"Il tempo sul giro non è spettacolare, ovviamente, ma abbiamo migliorato e soprattutto il ritmo è migliore. Incoraggiante. C'è però molto da fare e da migliorare in tutte le aree. La moto fondamentalmente è buona in frenata ma dobbiamo migliorare in curva e in uscita nell'accelerazione. Ho usato un telaio modificato, ma l'avevo già utilizzato a Valencia. Non è questione di prestazioni, si fanno gli stessi tempi, ma mi ci sento più a mio agio".

Da quest'anno sarà possibile utilizzare solo cinque motori, al posto di sei.

"Non faranno una gran differenza".

La ha fatta Marc Marquez: va già fortissimo.

"Marquez? Io lo avevo già detto scherzando che sarebbe stato meglio fosse rimasto in Moto2 un altro paio d'anni. Ovviamente è estremamente veloce, lo è stato anche a Valencia. E' affamato, motivato ed ha una buona moto, il che aiuta. Non c'è da essere sorpresi…lui lo è? Strano perché a Valencia come si è infilato il casco è andato subito forte".


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5 Rossi: tifo per Marquez ma devo batterlo il Mer Feb 06, 2013 3:13 am

Penna

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Valentino Rossi in Malesia la scorsa notte ha riassaporato il sonno dei giusti, o meglio dei veloci. Sulla M1 ha ritrovato il piacere di guidare e soprattutto il cronometro gli ha confermato tutte le sensazioni in pista. “Non ho dormito con un sorriso a 32 denti, ma sicuramente più rilassato” scherza il Dottore, che oggi ha ribadito la sua posizione di ieri, il 4° posto, con un distacco dal primo appena più elevato, ma comunque sotto il mezzo secondo. “Sono molto contento – dice – soprattutto perché il primo dubbio, forse stupido, che avevo, se fossi ancora capace di guidare, me lo sono tolto”.

Qual è il prossimo obiettivo?

“Incominciare a lavorare per raggiungere i tre che ci sono davanti”.

Con un occhio a quelli dietro?

“Crutchlow è veloce, ma bisogna guardare quelli davanti non alle proprie spalle”.

Peccato per non essere riuscito a infrangere il muro dei 2’01”.

“Oggi andata bene, sono contento, l’unico rimpianto è di non avere fatto un 2’00”, perché il potenziale c’era. Ci ho provato, ma ho fatto un piccolo errore all’ultima curva e ho perso due decimi, altrimenti ce l’avrei fatta”.

La cosa non sembra preoccuparti troppo.

“Sono a poco più di quattro decimi dai primi, e sono migliorato di mezzo secondo rispetto a ieri sia sul passo che nel giro secco. Non sono ancora a livello di Lorenzo, che è il più costante, ma sono solo a qualche decimo”.

Domani sarà l’ultima giornata di test. Cosa ti aspetti?

“La pioggia oggi ha reso l’ultimo giorno più interessante. In molti avranno qualche gomma in più da sparare e avremo anche qualcosa di diverso sulla moto, quello che ha provato oggi Lorenzo. Come mi vedo? L’importante sarà non essere troppo lontano dal primo, punto ai 2’00” e poi vedremo le condizioni della pista”.

Hai provato la nuova moto oggi?

“No, mi sono concentrato su altre cose. Avrei dovuto provare una nuova forcella questo pomeriggio, ma purtroppo è piovuto. Domani sarà il momento di salire sulla nuova moto”.

Sei ansioso?

“Sì, perché Jorge oggi quando l’ha provata è andato subito più forte che con la vecchia”.

Lorenzo è in forma?

“Molto, come anche Pedrosa, lo vedo da come guida, da come entra in curva. Sarà difficile dargli fastidio ma non sono lontano”.

Anche Marquez non scherza.

“Non mi sorprende più di tanto, pensavo fosse vicino a me come tempi. Io ho ancora dei margini di miglioramento, ma probabilmente Marc ne ha di più sulla carta. Presto sarà un bel problema e non solo per me”.

Sembra te all’esordio nella classe regina.

“Mi ricorda molto me il primo anno in 500, anche se è un mio avversario ‘faccio il tifo’ per lui”.

Quali possono essere i suoi punti deboli?

“La foga, la poca esperienza e il fatto che conosce meno moto e gomme. Ci metterà un po’ a imparare, una gara forse (ride). Entrare in MotoGP in questo momento con quella moto e quella squadra lo farà crescere molto velocemente”.

Come ti senti da punto di vista fisico?

“Sto soffrendo un pochino questo test, del resto sto facendo molti giri. Di sera ho qualche crampo: è l’età (ride). Sarò più pronto per il prossimo, ma l’importante è essere al 100% quando inizia il campionato”.


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6 Iannone: Sfida ardua, non impossibile il Mer Feb 06, 2013 3:13 am

Penna

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Quindicesimo tempo, a oltre due secondi e mezzo di ritardo dal vertice. Un verdetto simile farebbe preoccupare molti piloti, ma non Andrea Iannone. Il rookie proveniente dalla Moto2 ha sofferto in pista a Sepang, come il resto della truppa Ducati, ma non ha perso l'ottimismo.

"Siamo in una lunga fase di apprendistato – ha ammesso 'Joe the Maniac' – Su questa pista molte cose sono cambiate per noi. Ho trovato più difficoltà rispetto a Jerez e Valencia, ma credo sia tutto normale perché storicamente la Ducati qui non si trova a suo agio. Comunque stiamo lavorando bene, io sto solo cercando di capire le potenzialità di moto ed elettronica e crescere piano piano. Ieri ero più lontano dai piloti ufficiali, oggi ho recuperato mezzo secondo su di loro. Con il tempo riesco a migliorare e avvicinarmi, questo mi lascia sperare".

Resta però il fatto che Marc Marquez, compagno di tante battaglie nella classe intermedia, si aggira già stabilmente ai piani alti della classifica dei tempi. A molti verrebbe il dubbio che fare il salto di categoria in sella alla Ducati rappresenti una sfida troppo ostica.

"Sembrerà strano ma sono soddisfatto, ho tutto quello che serve per migliorare con questo team. Molti pensano che non c'è tempo mentre secondo me non è così. Sapevamo di far parte di una sfida, non ci siamo tirati indietro, ci siamo immersi in quest'avventura ed è stata una scelta istintiva per me. Mi dispiace che Valentino l'abbia persa. Tutti gli italiani, lui compreso e me da tifoso, speravano diversamente. Ma non sento pressione, anche perché non faccio parte della sua stessa squadra. Guardando al futuro vedo solo cose belle".

Per velocizzare l'apprendistato, Iannone ha anche provato a studiare gli avversari, ma invano.

"La cosa che non sono riuscito a fare è un giro dietro a qualcuno. Alla prima uscita dai box ho incrociato Valentino e lui mi ha superato. Abbiamo fatto solo quattro o cinque curve vicini. Mi aiuterebbe girare dietro qualcuno ma molti piloti quando mi vedono rallentano, quindi dovrò aspettare le gare", ha scherzato l'italiano.

"Qui ho problemi che prima non avevo riscontrato. Ieri avevo poca aderenza, anche in staccata, spesso e volentieri arrivavo lungo. Però questa mattina abbiamo subito tolto un secondo e mezzo solo lavorando sugli assetti. Il primo giorno è sempre il più difficile, ma sono sempre riuscito a migliorare. Devo farlo anche fisicamente: ho poca forza nelle gambe e nelle braccia anche se mi aspettavo peggio per quanto riguarda il fiato. Appena torno a casa inizierò a lavorare anche sotto questo aspetto in vista dell'inizio del campionato. Avrei anche la possibilità di provare aggiornamenti che già si sa rappresentano un passo avanti. Ma visto che non si parla di secondi quanto di semplice confidenza in sella non li sto ancora utilizzando. Per ora mi sto solo concentrando sul mettere a posto la geometria della moto come piace a me".


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7 Sepang: braccio di ferro Honda-Yamaha il Gio Feb 07, 2013 10:08 am

Penna

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La MotoGP ha appena concluso i primi tre giorni di prove a Sepang e il verdetto del cronometro indica Dani Pedrosa e la Honda come la coppia da battere. Lo spagnolo ha chiuso ciascuna giornata in testa alla classifica dei tempi chiudendo con un 2’00.100, due decimi più veloce della pole fatta registrare lo scorso anno da Jorge Lorenzo (2'00.334). Alle sue spalle, staccati rispettivamente di 3 e 4 decimi, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi, mentre il rookie Marc Marquez, complice anche la sua prima caduta, non è riuscito a tenere il passo del compagno di squadra nella giornata conclusiva, fermandosi a mezzo secondo di distacco. Gli unici altri piloti in grado di contenere il ritardo entro il secondo sono stati Cal Crutchlow (primo su moto satellite a + 0.634) e Stefan Bradl (+ 0.903), mentre continuano le difficoltà per le Ducati, staccate di oltre due secondi.

LA HONDA FA PAURA – Per diversi motivi. Pedrosa è in gran forma, e ha cominciato il 2013 con autorità, quasi sottovoce, lasciando che fosse principalmente il cronometro a parlare per lui. Concentrandosi solo sul setup di base, lo spagnolo ha limato un secondo in tre giorni. Considerando che nei prossimi test riceverà aggiornamenti di elettronica e ciclistica, gli avversari hanno di che preoccuparsi. Che la RC213V sia la moto da battere lo confermano anche le prestazioni di Marc Marquez, che ha superato le già alte aspettative sul suo conto chiudendo in quarta posizione a + 0.536 dal ben più esperto connazionale. Per non farsi mancare nulla, lo spagnolo ha anche assaggiato (senza conseguenze) l'asfalto nel pomeriggio, rallentando la sua rincorsa al vertice. Appena prenderà maggiore confidenza con l'elettronica, c'è da scommettere che battaglierà coi primi.

YAMAHA, LA RIVALITÀ È COMINCIATA – Dopo un inverno passato a rilasciare dichiarazioni al miele, gli ex (?) nemici Jorge Lorenzo e Valentino Rossi hanno ripreso la battaglia (per ora, a distanza) in pista. Il maiorchino, che ha chiuso i tre giorni con un long-run da 11 giri senza però migliorarsi rispetto al mattino, è stato il più veloce tra i due chiudendo in seconda posizione assoluta a tre decimi da Pedrosa, ma Rossi non è lontano. Solo un decimo lo separa dal compagno di squadra, e se l'obiettivo dichiarato dell'italiano era quello di verificare se fosse ancora competitivo, si può dire che sia stato centrato in pieno.

DUCATI, IL CALVARIO CONTINUA – Con una moto sostanzialmente uguale a quella dell'anno scorso, il team di Borgo Panigale non poteva avere grandi aspettative. Ma il pur modesto obiettivo di Nicky Hayden – chiudere a un secondo dal miglior tempo – è rimasto un miraggio. L'americano, il più veloce sulla Desmosedici, ha chiuso in nona posizione a due secondi netti da Pedrosa, più lento anche dell'esordiente Bradley Smith su Yamaha. Con tutto il rispetto per il giovane britannico, questo risultato epitomizza le difficoltà della moto attuale. Immediatamente alle spalle di Hayden, Andrea Dovizioso ha approfittato dei test per acclimatarsi in sella ed ai box (142 giri in totale), ma ora sembra necessario un cambiamento sostanziale del pacchetto, che con ogni probabilità non avverrà entro i test di fine mese sempre in Malesia. Rimandata a Jerez (23-25 marzo).

CRT, ESPARGARÓ VOLA – Che le ART fossero le moto da battere lo si sapeva. Ma la prestazione di Aleix Espargaró è degna di nota. Lo spagnolo ha fatto registrare il 12º tempo a due secondi e mezzo ma davanti a Iannone e oltre un secondo più veloce dei compagni di categoria. Soprende anche l'esordiente Laverty (15º), mentre Petrucci (20º) deve ancora mettere a punto l'elettronica sulla Ioda-Suter. Claudio Corti ha invece chiuso al 23º posto.

I tempi finali:
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8 Rossi: sono tornato "in prima fila" il Gio Feb 07, 2013 10:09 am

Penna

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Stesso distacco dei primi due giorni (poco superiore ai 4 decimi) ma una posizione meglio. Nell’ultima giornata di test a Sepang Valentino Rossi ha chiuso con il terzo tempo, con Lorenzo che ha fatto appena un decimo meglio di lui. “Sono molto soddisfatto di com’è andato questo test – le comprensibili parole del Dottore - non potevo aspettarmi un inizio migliore. C’erano tanti dubbi prima di venire qua, sapevo di essere ancora capace ad andare in moto, ma non quale fosse il mio livello. Sia io che il mio team siamo contenti, potremo fare delle belle gare”.

Qual è stata la giornata migliore?

“Quella di oggi, ho migliorato sia il mio tempo che il mio passo, sono riuscito a stare a 4 decimi da Pedrosa e soprattutto ho incominciato a fare tempi interessanti. E poi sono 3° anziché 4°, è una grande soddisfazione per essere arrivato davanti a Marquez. Se fossero state le qualifiche di un ipotetico GP partirei in prima fila, è emozionante dopo le quarte e le quinte degli ultimi anni”.

Quale certezze ne hai ricavato?

“Possiamo partire con l’obiettivo di lottare con Lorenzo e Pedrosa. Sono tornato a essere competitivo, ma per stare con loro due c’è ancora da fare”.

Qual è la distanza dal tuo compagno di squadra?

“Nel giro secco sono molto vicino a Jorge ma lui ha fatto una simulazione di gara ad altissimo livello riuscendo costantemente a girare sotto i 2’01”, io non ce l’avrei fatta. L’affiatamento che ho con la moto non è ancora al suo livello e anche dal punto di vista fisico sono un po’ indietro”.

I segni dell’età?

“Fisicamente è un po’ più difficile rispetto quando avevo 22 o 23 anni, ma miglioro giorno dopo giorno. Poi la M1 mi fa sentire giovane, è come uscire con una ragazza che 10 anni in meno di te”.

Allora parliamo di lei, quali versioni hai guidato?

“Abbiamo lavorato bene, sono partito dalla 2012 standard, per poi passare a un motore evoluto e infine ho provato la 2013. Quest’ultima è quella che va più forte, il mio miglior tempo l’ho fatto guidandola. E’ positivo, perché nella fine della scorsa stagione Lorenzo ha fatto fatica a battere Pedrosa e penso che avesse un po’ di svantaggio, dobbiamo recuperarlo”.

Confermi le impressioni di Jorge che dice che il passo avanti maggiore è stato fatto nella ciclistica?

“Di motore non è migliorata molto, più di telaio. E’ ancora più precisa e stabile”.

Hai provato la nuove gomma portate dalla Bridgestone?

“Sì e mi è piaciuta. E’ molto importante, perché la mescola dura è da anni che non funziona più”.

Iannone ti ha seguito per qualche giro ed è rimasto stupito da quanto inclini la moto in curva.

“La M1 è una moto da piega, è mostruoso quanto puoi inclinarla, a volte devo chiudere le braccia per non strisciare il gomito a terra. Quella è la più grande differenza dalla Ducati, che invece non vuole proprio piegare”.

Che consiglio vorresti dare ad Andrea?

“Gli ho detto di stare tranquillo, ha tempo davanti a sé e penso che Ducati lavorerà per cercare di migliorare la moto”.


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9 Hayden: Ducati, ricominciamo da zero il Gio Feb 07, 2013 10:10 am

Penna

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I primi tre giorni di test della MotoGP a Sepang ci consegnano un Nicky Hayden (9º a oltre due secondi dal miglior tempo) non tanto sconsolato quanto insolitamente realista. L'americano, che guarda sempre al bicchiere mezzo pieno, non sa più dove cercare all'interno della Desmosedici per trovare quei secondi, o almeno decimi, che gli consentano di riavvicinarsi alla concorrenza.

"Ovviamente non siamo contenti, ma sapevamo che questo test non sarebbe stato facile – ha dichiarato – Avevamo la stessa moto della scorsa stagione, solo le grafiche cambiavano. Abbiamo provato ogni cosa su questa moto. Abbiamo ancora qualche idea per l'elettronica, ma per il resto sappiamo tutto. Abbiamo problemi di chattering, trazione e guidabilità. Dobbiamo aprire le nostre aspettative e guardare a cambiamenti radicali, non piccole modifiche".

Parole pesanti, che sembrano contraddire la filosofia di "evoluzione, non rivoluzione" annunciata da Gobmeier al Wroom.

"Abbiamo provato a essere ottimisti ma non basta. Se non altro abbiamo raccolto dei buoni dati, ed ora ci aspetta molto lavoro da fare. Non credo però che avremo novità particolari per i prossimi test, anche perché mancano solo due settimane. Abbiamo bisogno d'aiuto da casa, non basta fare modifiche all'assetto. Ma lo staff non ha avuto tempo, alcuni hanno cominciato solo a gennaio. Bisogna fare prove prima che gli aggiornamenti arrivino a noi".

Ad aggiungere al danno la beffa, l'essere preceduti da ogni pilota satellite ad eccezione dei compagni di marca, compreso l'esordiente Bradley Smith su Yamaha. Come ha detto Dovizioso, la lotta è innanzitutto contro il tempo, e la Ducati avrebbe bisogno di più ore in pista possibili.

"Non voglio togliere niente a Bradley, è andato forte, ma è chiaro che siamo indietro. Pirro sarà con noi a provare cose nuove a Sepang II, ma io e Dovizioso avremo le stesse componenti a eccezione di una nuova forcella che non abbiamo valutato a fondo. I test di Austin al momento sono un 'no', ma la porta è ancora aperta e spero che cambino idea. Senza questo test non avremo una chance contro Honda e Yamaha in gara, ci darebbe una buona opportunità di imparare la pista e trovare un assetto di base".

Alzare bandiera bianca, comunque, non è nel vocabolario di Hayden.

"Ho provato anche con la nuova gomma dura. Non ho avuto molto successo, l'aderenza sulla spalla era migliore ma ho sofferto problemi di trazione. Comunque resto positivo.


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10 Dovizioso: lottiamo contro il tempo il Gio Feb 07, 2013 10:11 am

Penna

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Che ci fosse molto da lavorare nessuno si è mai sognato di metterlo in dubbio e il prima ad avere la certezza che non sarebbe stata una passeggiata era proprio Dovizioso. La Ducati torna dai tre giorni in Malesia con tanti dati e la consapevolezza che non basterà modificare piccoli particolari per risalire quella china così scivolosa. Andrea ha chiuso al 10° tempo, staccando un 2’02”277, crono appena più lento di quello del compagno di squadra Hayden. Buono solo per lasciarsi alle spalle – e neanche di molto - collaudatori e CRT, mentre primi sono distanti un paio di secondi abbondanti.

“E’ stato un test difficile, ma conoscevamo tutti la situazione e siamo venuti qui proprio per migliorarla – non si è nascosto il Dovi – Non sono sorpreso, il nostro livello attuale ci è chiaro”. Le Desmosedici non avevano novità, si è deciso di riprovare tutto il vecchio materiale. Eppure 12 mesi fa si erano comportate meglio, Nicky era stato più veloce di quattro decimi e Rossi in quell’occasione era riuscito a scendere sotto i 2’01”. “Non avevamo parti nuove e abbiamo fatto il massimo con quello che avevamo – spiega il forlivese -Il gap dagli avversari è grande, ma ho spinto tanto per capire la moto e fornire il maggior numero di informazioni possibili agli ingegneri, forse anche adesso ne hanno anche troppe”.

Dati su cui lavorare, per costruire la vera GP13 che dovrà essere diversa dalla moto che l’ha preceduta non solo per le grafiche sulle carene. Si ricomincia fra due settimane, di nuovo in Malesia: “dobbiamo ancora decidere quale materiale portare nei prossimi test, decideremo entro la prossima settimana – sottolinea Dovizioso – La data è vicina, sarà difficile realizzare qualcosa di importante. C’è bisogno di tempo per i grandi cambiamenti e in MotoGP non ce n’è molto. Ci sarà da soffrire nella prima parte di stagione”. Le idee però sulla D16 sono più chiare, “alcuni aspetti li credevo migliori, altri peggiori, da fuori non puoi capire molto – dice – Le sensazioni qui sono state diverse rispetta a Valencia ma in Ducati sapevano che sarebbe sto così, su questa pista non sono mai andati bene”.

Guardando invece agli avversari, anche Andrea si unici agli ‘ammiratori’ di Marquez. “Sicuramente è quello che mi ha stupito di più, sapevamo tutti del suo talento ma mi ha impressionato vederlo subito con più veloci – ammette – Mi è capitato di seguirlo solo per due o tre curve, rischia tanto ma quello è il suo stile. Le gare sono diverse dai test, ma sarà sicuramente davanti”.

Non ha nascosto le difficoltà neanche Paolo Ciabatti: “ovviamente non siamo soddisfatti. Sapevamo di partire da una base che necessitava di un lavoro importante di sviluppo, ma non fa mai piacere rendersi conto di essere ancora così lontani dai primi. I nostri ingegneri hanno però raccolto dati importanti e adesso non ci resta che rimboccarci le maniche e proseguire con il programma di sviluppo che è stato impostato in azienda. L’obiettivo è chiaro: riportare al più presto la Ducati nelle parti alte della classifica".


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Nell' indecisione dag dal gass!!!!
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