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Duacti desmo16 GP13

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1 Duacti desmo16 GP13 il Mar Gen 15, 2013 9:40 am

itacud

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ecco svelata la nuova moto di hayden e dovizioso per il campionato 2013 motogp

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2 Re: Duacti desmo16 GP13 il Mar Gen 15, 2013 9:48 am

Penna

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itacud ha scritto:ecco svelata la nuova moto di hayden e dovizioso per il campionato 2013 motogp

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come meno Giallo sta meglio Very Happy anche se non c'è troppo rosso Wink


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3 Re: Duacti desmo16 GP13 il Mar Gen 15, 2013 10:06 am

itacud

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l'importante e' che non ci sia il 46

4 Re: Duacti desmo16 GP13 il Mar Gen 15, 2013 7:55 pm

Penna

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itacud ha scritto:l'importante e' che non ci sia il 46

vedremo a fine stagione se voi anti-Rossi gli sputerete ancora addosso Twisted Evil
perchè a mio parere Rossi, non ha fatto il "miracolo" che tutti si aspettavano Laughing
ma c'è da dire che quella moto era un vero "cancello" a 2 ruote!! affraid


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5 GP13: cambia il look, non la moto il Mer Gen 16, 2013 1:10 am

Penna

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L'abito non fa il monaco. In molti avevano fatto congetture e azzardato previsioni, alcuni addirittura preso abbagli nel tentativo di fare lo scoop, ma finalmente la Ducati GP13 è sotto gli occhi di tutti e, carene a parte, ricorda a tutti gli effetti la GP12. Se non altro gli esteti avranno di che discutere, perché le livree del team ufficiale e di quello satellite hanno subito un'inevitabile rivisitazione: partito Valentino Rossi, dominano i classici rosso e bianco di Borgo Panigale, con abbondante spazio lasciato libero dagli sponsor in partenza. Tuttavia, il pacchetto tecnico sembra destinato a restare, almeno per ora, invariato.

Questo almeno suggeriscono l'occhio ed il buon senso, in attesa delle prime dichiarazioni del nuovo responsabile Bernhard Gobmeier, dal momento che si tratta di una squadra in piena ristrutturazione e di un'azienda fresca di passaggio di proprietà. Questo hanno confermato Nicky Hayden ed Andrea Dovizioso nella conferenza stampa di questa mattina.

Che cosa aspetta il team in Rosso nella sua crociata da qui in poi? Innanzitutto un ulteriore lavoro di selezione tra le diverse configurazioni portate in pista la scorsa stagione che, dopo il divorzio con Rossi, subiranno la "prova del nove" in Malesia dal 5 al 7 febbraio con Andrea Dovizioso e Nicky Hayden. Il forlivese, che ha aggiunto uno "zero" davanti al tradizionale numero 4, effettuerà il primo test a tempo pieno sperando nella clemenza del meteo; l'americano potrà dare ulteriori raffronti sugli ultimi aggiornamenti provati quando era a mezzo servizio per i problemi fisici di fine campionato. Ad anticipare il loro lavoro, Michele Pirro sarà a Jerez questo fine settimana per operare uno "sgrezzamento" preliminare del diverso materiale portato in pista la scorsa stagione.

Chi auspicava che ai cambiamenti nell'organigramma aziendale e nel roster piloti facesse seguito una rapida rivoluzione tecnica sarà rimasto deluso, ma Ducati (ri)parte da qui: senza proclami, con tanta voglia e impegno.

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6 Gobmeier: Ducati, nessuna rivoluzione il Mer Gen 16, 2013 1:11 am

Penna

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Berhard Gobmeier è ufficialmente entrato a far parte di Ducati da pochi giorni, ma sembra già avere le idee chiare sulle misure da adottare e le tempistiche necessarie per riportare la Rossa di Borgo Panigale al vertice. La strategia del nuovo condottiero del progetto Desmosedici, eloquentemente illustrata durante il Wroom di Madonna di Campiglio, potrebbe riassumersi così: migliorare innanzitutto il metodo di lavoro, concentrandosi sulle risorse già a disposizione, senza adottare rivoluzioni tecniche.

Sei in Ducati da pochi giorni, ma cosa puoi dirci riguardo a strategie e cambiamenti futuri?

"Ho già raccolto le prime impressioni a dicembre, ma è ancora troppo presto per parlare di grandi cambiamenti. Stiamo analizzando diverse cose, sia dal lato tecnico che organizzativo. Faremo affidamento sullo staff esistente, che è molto motivato e qualificato. Avremo un approccio più evolutivo che rivoluzionario. Dobbiamo partire dal potenziale del nostro personale e della tecnologia che abbiamo a disposizione".

Quali sono state le tue prime impressioni su Ducati?

"Molto positive. Ducati ha tutte le caratteristiche di una grande famiglia. C'è grande coesione, ed è importante per il morale del personale. L'atmosfera qui è unica, ed è una base importante per la dedizione al progetto Corse".

Puoi parlarci dei cambiamenti in programma?

"Ci concentreremo sulle cose positive che abbiamo e analizzeremo le carenze a livello tecnico e organizzativo. Ho paura di usare la parola 'rivoluzione' perché storicamente significa distruggere il buono ed il cattivo".

Dovizioso ha preso il posto di Rossi, tu quello di un altro mito come Preziosi. Come collaborerete in futuro?

"Personalmente mi rifarò all'esperienza di Filippo. Abbiamo un rapporto molto aperto sulla base dell'obiettivo comune di portare avanti il reparto corse, al quale lui è ancora molto devoto. Ci saranno maggiori comunicazioni tra il settore corse e quello prodotto. Poi Preziosi potrà dare informazioni importanti sul background storico dell'azienda. Da qui esploreremo il potenziale esistente della Ducati. Ma Filippo non era l'unico ingegnere, ne abbiamo altri di grande talento ed esperienza. Hanno buone idee e le sfrutteremo per migliorare la moto ed il nostro metodo di lavoro. Idealmente questo accelererà lo sviluppo ed il nostro ritorno ai massimi livelli".

Che cosa manca al momento alla D16?

"Non c'è una cura miracolosa. Molti fattori entrano in gioco nel successo di una squadra corse. Le gomme: restano invariate e non le possiamo influenzare. La squadra: il morale e le motivazioni sono importanti. I piloti: ne abbiamo cinque e siamo molto contenti. Pirro non è qui ma ha un ruolo importante come sviluppatore e wild-card. Il pacchetto: non si trova mezzo secondo con la modifica di un componente solo. Dobbiamo lavorare su tutti gli aspetti: motore, elettronica, telaio. Ma si parla di migliorare passo dopo passo. La moto non è perfetta ma siamo convinti che il potenziale non sia stato sfruttato interamente. Per questo porteremo evoluzioni durante la stagione. Poi serve anche fortuna".

Dovizioso ha parlato di due anni come limite per raggiungere il risultato. Non ti sembra troppo?

"Beh, con Andrea condivido l'approccio a medio e lungo termine. Non vediamo lo sviluppo come un grande salto, ma una serie di piccoli miglioramenti che rientrano in una politica di impegno a lungo termine da parte di Ducati. Quest'anno sarà di sviluppo, ma resta l'obiettivo di conseguire buoni risultati. Sappiamo che per raggiungere la concorrenza serve duro lavoro e un po' di tempo".

Nel 2014 cambierà leggermente il regolamento. Sarà quello il momento in cui vedremo una "nuova" Ducati?

"Ogni cambiamento apre delle opportunità. Il 2014 ne creerà una importante, ed il nostro obiettivo è sfruttarla al meglio. Non cambieremo però le configurazioni del motore attuale. La ricerca mostra che la configurazione a V di 90° è il miglior compromesso tra performance e guidabilità. Al momento, quest'ultima è il nostro punto debole".

Quando hai iniziato a lavorare con la BMW c'erano molti problemi, ma ora è una moto competitiva….

"Ho sorriso perché le parole degli ingegneri in Ducati sono state le stesse che ho sentito quando iniziai la collaborazione con BMW. Ad esempio riguardo ai problemi di aderenza a moto piegata e di impennamento. I problemi delle moto sono spesso gli stessi. Credo che le comunicazioni tra piloti/squadra e l'azienda debbano essere migliorate. Spesso Rossi si lamentava sotto questo aspetto. Abbiamo già stabilito come migliorare la prossima stagione".

Che ruolo avrà l'Audi nello sviluppo?

"Audi non ha esperienza nelle due ruote e Ducati dovrà cavarsela da sola per quanto riguarda le sfide motociclistiche. Ma ci aiuterà nelle aree dove abbiamo bisogno di risorse, come strumentazione per test, laboratori, e risorse umane. È importante per entrambi scambiarsi informazione e migliorare il know-how tecnologico".

Partite da un moto pressoché uguale a quella del 2012. Quando ci saranno cambiamenti visibili?

"Abbiamo un programma definito. Questa moto è la base, ma era praticamente nuova la scorsa stagione. Lo sviluppo di questa moto non ha ancora raggiunto il limite. Rimangono del potenziale da esplorare e modifiche da apportare. Abbiamo idee per il telaio, motore ed elettronica ma devono essere approvate prima di entrare a far parte dello step evolutivo. Per questo ho deciso di incrementare le attività di test. Credo che i piloti del mondiale siano stati confusi in passato dai troppi cambiamenti. Bisogna provare più a fondo le nuove soluzioni prima di passarle a loro".

Cinque piloti con stili diversi sono un vantaggio avere per una moto più facile da guidare?

"La mia filosofia personale è che una moto non debba essere 'selvaggia'. Se solo Stoner può guidarla non è utile. Ma non vogliamo nemmeno farne una copia di una Yamaha. L'eredità ed i geni di Ducati rimarranno gli stessi, ma dobbiamo renderla più facile da guidare. Comunque non abbiamo le risorse per fare troppi esperimenti. Il telaio perimetrale aveva ragione di esistere perché effettivamente da più libertà di apportare cambiamenti al telaio senza cambiare il propulsore. Non torneremo al motore portante con la MotoGP".

Come giudichi la perdita di alcuni sponsor?

"La situazione economica rende difficile attirare sponsor in generale, a prescindere dal nome del pilota. I risultati sono la cosa più importante".


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7 Un giro "sulla" nuova Ducati GP13 il Mer Gen 16, 2013 1:13 am

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8 Hayden: senza Rossi problema e sollievo il Mer Gen 16, 2013 1:22 am

Penna

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Al quinto anno con la Ducati Nicky Hayden è il veterano della squadra. E' arrivato con Stoner, ha convissuto con Rossi - diremmo con onore - ed ora ha al fianco Andrea Dovizioso. Tre piloti più diversi non avrebbe mai potuto avere.

In fondo si può dire che, in ogni occasione, si è comportato da perfetto ducatista e nella conferenza stampa che inaugura la stagione non ha smentito il suo cuore rosso.

"Ovviamente come tutti ad un certo punto della stagione ho iniziato a parlare con altri, ma la mia intenzione è sempre stata quella di rimanere in Ducati. E devo dire che il sentimento era reciproco perché a Borgo Panigale si erano resi conto che Valentino sarebbe andato via ed erano spaventati di ripartire da zero con quattro piloti nuovi, così fra il Mugello e Laguna Seca le cose hanno proceduto velocemente ed abbiamo trovato un accordo. Perché volevo rimanere? Perché ho pensato che con l'arrivo di Audi sarebbero aumentate le risorse e perché poi oggi non siamo troppo lontani. Se ho trattato con Audi una concessionaria per mio padre? No (ride), ma con Earl magari ora ne potremmo parlare. Non sarebbe male essere il dealer di riferimento nel Kentucky".

E' un problema od un sollievo la partenza di Rossi?

"Direi entrambe le cose. Io mi sono sempre trovato bene con lui fin dai tempi della Honda, e quando ci siamo ritrovati in Ducati sono stato piuttosto competitivo con lui. La sua presenza, visto che tutti lo ascoltavano, in certi casi ha velocizzato le cose, come per l'arrivo del telaio in alluminio. La Ducati è stata criticata, ma non è vero che non è stato fatto abbastanza, anzi sotto un certo punto di vista è stato fatto anche troppo. Da un altro punto di vista ora magari la Ducati mi darà più ascolto, ma devo sottolineare che io e Vale abbiamo chiesto sempre le stesse cose. Da quest'anno ci ritroveremo nuovamente su fronti opposti e la Ducati vorrà batterlo, e questo è positivo".

A Sepang fondamentalmente ripartirete dalla GP12.

"I problemi da risolvere sono due: dobbiamo eliminare il sottosterzo e migliorare l'uscita di curva, perché questa influenza poi la successiva accelerazione. In questo senso il telaio in alluminio ha migliorato le cose. Bisogna poi dire che con il monogomma Bridgestone si è obbligati a seguire la strada di Honda e Yamaha. Se nel passato Michelin e Bridgestone cercavano di costruire gli pneumatici adatti per le esigenze dei singoli, oggi non è più possibile. Per questo abbiamo dovuto abbandonare il motore portante".

La rivoluzione ha comportato l'allontanamento di Filippo Preziosi.

"Lavorare con Filippo è stato fantastico, tutti in Ducati riconoscono il suo genio, ma comunque lui è è sempre lì, in Ducati con noi. Sotto l'aspetto personale mi mancherà, ma ora ci sono molte idee nuove, fresche, anche sotto l'aspetto del motore. Dobbiamo lavorare sul controllo di gestione per ammorbidirlo, specie nelle curve lente e prima che i nuovi regolamenti ne congelino lo sviluppo. Non dobbiamo buttare ciò che abbiamo fatto finora, ma anzi dividere ciò che ha funzionato da ciò che non ha funzionato ed andare avanti nella giusta direzione".

Dovizioso ha detto che non cercherà il risultato subito, ma lui ha un contratto biennale.

"E' vero, io non posso aspettare, cercherò di andare forte fin dai primi Gran Premi, ma poi in fondo è ciò che fanno tutti i piloti. Non mi comporterei differentemente se avessi un contratto di cinque anni".

Una volta i piloti americani dominavano il mondiale.

"Erano altri tempi, le regole del gioco sono diverse. Quando Kenny Roberts arrivò nel 1978 le cambiò, perché lui, come tutti noi, aveva iniziato nel dirt track ed era abituato a sterzare con la ruota posteriore, facendo le curve di traverso. Ora con i quattro tempi ed il controllo di trazione si derapa molto di meno".

E il motociclismo in USA non è più quello di un tempo.

"In America ci sono molti giovani talenti, ma in Europa si inizia giovanissimi, con la Moto3 e la Moto2 ed è naturale che coloro che corrono qui siano avvantaggiati. Ma ora grazie alle tre gare negli States, all'interesse per il nuovo circuito di Austin, nel Texas ed al fatto che ci siamo io e Spies le cose sono migliorate. Il mio mondiale nel 2006 anche ha aiutato. Per questo sono contento che Ben Spies sia rimasto, lui appartiene alla MotoGP ed ha talento, anche se nel 2012 ha commesso degli errori ed è stato sfortunato. Ho sentito dire: il suo stile si adatterà bene alla Ducati. Io penso che non è questione di stile di guida. Vedremo. Mi piacerebbe che ci fossero più piloti statunitensi anche nelle classi minori, comunque, anche perché ora si iniziano a vedere le gare in TV negli States, al mattino e non c'è migliore promozione per il pubblico di avere i propri beniamini".

Cosa ti aspetti dal 2013?

"Lorenzo e Pedrosa nella scorsa stagione sono andati fortissimo. Dani specialmente nella seconda metà. Poi ora c'è la novità di Marquez. Io a Valencia ho detto scherzando che sarebbe stato meglio fosse rimasto un altro paio di anni in Moto2, ma la realtà è che Marc ha un talento immenso ed è molto coraggioso. Sarà presto un problema per tutti".


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9 Guareschi: con Rossi troppa fretta il Mer Gen 16, 2013 8:30 pm

Penna

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Vittoriano Guareschi, ex collaudatore della Ducati, oggi team manager, è fra coloro i quali sono convinti che l'anno passato la GP12 non abbia mostrato il suo vero potenziale. Ciò giustifica, secondo l'ex pilota, la strategia di riprovare praticamente tutto da capo in occasione degli ormai vicini test di Sepang.

“Il potenziale della nostra moto è venuto fuori praticamente in due sole occasioni – spiega Vitto – a Misano ed al Mugello. Ma se a Misano siamo stati favoriti dal fatto di aver provato più della concorrenza, al Mugello si può dire che sia stato un fine settimana assolutamente normale per tutti".

Ricordiamo un po' il risultato: Valentino Rossi chiuse in quinta posizione, Nicky Hayden addirittura 7°. Non sembrerebbe un gran che.

"In realtà Vale fu competitivo durante tutte le prove, mentre Nicky fu veramente sfortunato perché tenne testa a Stefan Bradl sino alla fine, poi quando il tedesco gli entrò all'interno all'ultimo giro lui non chiuse la porta, si ritrovò fuori e fu passato anche da Dovizioso che poi salì sul podio".

Un errore, ci può stare.

"La realtà del 2012 è che abbiamo avuto tanta roba da provare, forse troppa e a causa di ciò il nuovo materiale non passava attraverso il vaglio del test team, ma arrivava direttamente nel box di Rossi che, magari, si trovava a dover valutare due cose assieme e se per qualche motivo i tempi non arrivavano si scartava tutto in blocco. Purtroppo il problema di provare durante i Gran Premi è questo: il tempo è tiranno e comanda il cronometro".

Il nuovo metodo di lavoro instaurato da Gobmeier in realtà non è del tutto nuovo.

"Si tratta di un ritorno al passato. Quando io facevo il tester collaudavo tutte le novità prima di passarle ai piloti ufficiali".

Rimane il problema, questo sì nuovo, di lavorare con quattro piloti contemporaneamente.

"Naturalmente non si potrà provare contemporaneamente, faccio un esempio, un nuovo telaio od un forcellone, che viene prima costruito in un unico esemplare appunto per verificarne la validità, ma altre innovazioni egualmente importanti, come nuovi software di gestione dell'elettronica arriveranno contemporaneamente per essere valutati a Dovizioso, Hayden, Spies e Iannone".

Il nuovo corso è già iniziato.

"Il test team sarà a Jerez a partire da domenica. In pista ci saranno sia Michele Pirro che Franco Battaini, che ovviamente svolgeranno prove diverse. Divideremo la pista con la Superbike (ci sarà anche Carlos Checa N.d.R.)".

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